Valutazione dei rischi

Perché è importante valutare i rischi nei luoghi di lavoro?

Secondo i dati dell’INAIL aggiornati al 30.04.2021 gli infortuni sul lavoro denunciati in Italia sono stati 571.198.

Questo dato, estremamente problematico, ci permette di sviluppare una riflessione sull’importanza del concetto di prevenzione e su quanto sia fondamentale effettuare una buona valutazione del rischio negli ambienti di lavoro.

La valutazione dei rischi è definita dal Testo Unico sulla Salute e Sicurezza sul Lavoro, il D. Lgs. 9 aprile 2008 n. 81, come “valutazione globale e documentata di tutti i rischi per la salute e sicurezza dei lavoratori presenti nell’ambito dell’organizzazione in cui essi prestano la propria attività, finalizzata ad individuare le adeguate misure di prevenzione e di protezione e ad elaborare il programma delle misure atte a garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di salute e sicurezza”.

Il datore di lavoro effettua la valutazione ed elabora il documento in collaborazione con il responsabile del servizio di prevenzione e protezione (RSPP) e il medico competente, previa consultazione del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (RLS).

L’ analisi valutativa che verrà effettuata può essere, nel complesso, suddivisa nelle seguenti due fasi principali:

  1. Individuazione di tutti i possibili Pericoli per ogni lavoro esaminato, dove per pericolo si intende la proprietà o qualità intrinseca di un determinato fattore avente il potenziale di causare danni;
  2. Valutazione dei rischi relativa a ogni pericolo individuato nella fase precedente.



Nella fase di individuazione dei pericoli il lavoro svolto verrà suddiviso, dove possibile, in singole fasi (evitando eccessive frammentazioni) e saranno individuati i possibili pericoli osservando il lavoratore nello svolgimento delle proprie mansioni.

Vengono poi distinti i pericoli per la sicurezza (safety hazard) ovvero quelle condizioni che possono determinare incidenti con danni all’individuo, e i pericoli per la salute (health hazard) collegabili a circostanze o agenti che possono colpire la salute dell’operatore o della sua prole, sia nell’immediato che nel futuro.

Nella fase di valutazione dei rischi,  per ogni pericolo accertato, si procede a individuare le possibili conseguenze, considerando ciò che potrebbe ragionevolmente accadere. Viene quindi identificata una più appropriata magnitudo del danno, da lieve (se c’è la possibilità che venga a verificarsi un infortunio o un episodio di esposizione acuta o cronica rapidamente reversibile, ma che non richiede alcun trattamento) a gravissima (se c’è possibilità che si concretizzi un infortunio o episodio di esposizione acuta o cronica con effetti letali o di invalidità totale).

Il passo successivo è valutare la probabilità che si verifichi la conseguenza individuata nella fase precedente: l’ evento può essere improbabile, possibile, probabile o molto probabile.

Di conseguenza si può ricavare l’ entità del rischio, con la seguente gradualità:

  1. molto basso
  2. basso
  3. medio
  4. alto



L’ entità del rischio e la sua valutazione è correlata con le scelte fatte per le attrezzature, per le sostanze, per la sistemazione dei luoghi di lavoro ed è finalizzata all’individuazione e all’attuazione di idonee misure preventive e protettive.

Le misure di prevenzione sono l’insieme delle azioni previste per evitare che si verifichi un evento dannoso mentre,  le misure di protezione, sono l’insieme delle misure previste e finalizzate a limitare le conseguenze di un evento dannoso, dal momento che si verifica.

Pertanto la Valutazione dei Rischi è legata sia al tipo di fase lavorativa svolta nell’unità produttiva, sia a situazioni determinate da sistemi quali ambiente di lavoro, strutture e impianti utilizzati, materiali e prodotti coinvolti nei processi.

Per prevenire i rischi vengono rispettati dei principi gerarchici procedendo con:

  1. l’ eliminazione dei pericoli e dei relativi rischi, ove ciò non è possibile, alla loro riduzione al minimo in relazione alle conoscenze acquisite in base al progresso tecnico;
  2. sostituzione di ciò che è pericoloso con ciò che non è pericoloso o lo è meno;
    intervento sui rischi alla fonte;
  3. applicazione di provvedimenti collettivi di protezione piuttosto che individuali;
  4. adeguamento al progresso tecnico e ai cambiamenti nel campo dell’informazione;
  5. miglioramento del livello di prevenzione e protezione nel tempo.



Le misure di prevenzione e protezione adottate non devono poi assolutamente:

  1. introdurre nuovi pericoli;
  2. compromettere le prestazioni del sistema adottato.



Gli orientamenti considerati per procedere con la valutazione sono basati sui seguenti aspetti:

  1.  osservazione dell’ambiente di lavoro (requisiti dei locali di lavoro, vie di accesso, sicurezza delle attrezzature, microclima, illuminazione, rumore, agenti fisici e nocivi);
  2. identificazione dei compiti eseguiti sul posto di lavoro (per individuare i pericoli derivanti dalle singole mansioni);
  3. osservazione delle modalità di esecuzione del lavoro (in modo da controllare il rispetto delle procedure e se queste comportano ulteriori pericoli);
  4. esame dell’ambiente per rilevare i fattori esterni che possono avere effetti negativi sul posto di lavoro (microclima, aerazione);
    esame dell’organizzazione del lavoro;
  5. rassegna dei fattori psicologici (inseriti espressamente tra i rischi da valutare), sociali e fisici che possono contribuire a creare stress sul lavoro e studio del modo in cui essi interagiscono fra di loro e con altri fattori nell’organizzazione e nell’ambiente di lavoro.



Le osservazioni compiute vengono confrontate con criteri stabiliti per garantire la sicurezza e la salute, soprattutto in base a:

  1. norme legali nazionali ed internazionali;
  2. norme di buona tecnica;
  3. norme e orientamenti pubblicati;



Infine la valutazione dei rischi verrà immediatamente rielaborata in occasione di modifiche del processo produttivo o della organizzazione del lavoro significative ai fini della salute e sicurezza dei lavoratori, o in relazione al grado di evoluzione della tecnica, della prevenzione o della protezione o a seguito di infortuni significativi o quando i risultati della sorveglianza sanitaria ne evidenzino la necessità. A seguito di tale rielaborazione, le misure di prevenzione verranno aggiornate.

Il DVR serve quindi a valutare le probabilità di accadimento di un evento dannoso per i lavoratori, calcolare l’entità del danno che ne può derivare e suggerire concrete misure di prevenzione e protezione nell’ottica di un miglioramento continuo delle condizioni di lavoro.

Saper identificare e adottare adeguate misure risulta essere l’obiettivo principale di una buona valutazione del rischio.